Hotmaui’s Weblog

Giugno 28, 2008

Girotondo l’8 luglio contro le ‘leggi canaglia’

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , , — hotmaui @ 7:24 pm

Col ritorno di Berlusconi al governo, ritornano anche i girotondi. E con gli stessi protagonisti di allora, la società civile. Tre “cittadini”,Furio Colombo (Pd), Pancho Pardi (Idv) e Paolo Flores D’Arcais, lanciano a Montecitorio un appello a scendere in piazza contro le «leggi canaglia» con cui «Berlusconi vuole distruggere il principio di uguaglianza davanti alla legge». L’appuntamento è a piazza del Pantheon per l’8 luglio. Colombo spiega che in qualsiasi altro Paese al mondo sia prevista l’immunità per il premier: «Vale solo per monarchi e Presidenti della Repubblica, ma non negli Usa» e poi mette in guardia: «I poteri in democrazia sono tre, se uno viene meno non è più democrazia. Usiamo un’altra parola, ma non è più democrazia se uno dei tre poteri viene assalito, insultato, discriminato e messo in un angolo». Secondo D’Arcais così «Berlusconi vuole distruggere il principio fondamentale della convivenza civile per cui la legge è uguale per tutti e anche il libero giornalismo. Abbiamo deciso di muoverci subito con una manifestazione autorganizzata, di fronte alla mancanza di iniziative tempestive del maggior partito dell’opposizione». Se D’Arcais, che dice di non sapere se alla manifestazione parteciperà anche Beppe Grillo, punta il dito contro «la mancanza di iniziativa del maggior partito d’opposizione». «Lo faremo noi – ha aggiunto Flores D’Arcais – perché il maggiore partito dell’opposizione non sembra dare risposte tempestive».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76616

Margherita Hack: «Sì al Nobel, Ingrid difende pace e libertà»

Archiviato in: Uncategorized — hotmaui @ 7:22 pm

«Non c’è da stupirsi che fatta eccezione, meritoria, de l’Unità, l’interesse dei grandi mezzi di informazione nei confronti della tragedia di Ingrid Betancourt sia pressoché zero. Il fatto è che in un Paese che sta imbarbarendosi e che affida le sue sorti ad un abile quanto cinico «venditore di tappeti», una donna che lotta fino allo stremo per nobili ideali a cui è disposta a sacrificare la sua stessa esistenza, una donna come Ingrid Betancourt è davvero fuori posto. Una ragione in più per sostenere la lodevole iniziativa de l’Unità: il Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt». A parlare è Margherita Hack, tra le massime autorità scientifiche a livello internazionale nel campo dell’astrofisica. Professoressa Hack, che significato potrebbe assumere il Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt? «Sarebbe il dovuto riconoscimento ad una persona che sta sacrificando la propria vita per la libertà di pensiero. Libertà vuol dire anche pace. E anche il fatto che a Firenze le daranno il premio Galileo… Galileo è stato un uomo, uno scienziato che è stato costretto ad abiurare ad una realtà scientifica, ed è stato un esempio di cosa significhi violare la libertà di pensiero. Il ‘premio Galileo’ alla Betancourt è un riconoscimento della sua vita sacrificata in nome della libertà di pensiero. Ed è anche per questo che meriterebbe senz’altro il Nobel per la Pace, perché che pace ci può mai essere se non si riconoscono i diritti di libertà dei cittadini?».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76507

La guerra dei 15 anni

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , — hotmaui @ 6:27 pm

Stupisce lo stupore. Ma come: Berlusconi rinuncia a diventare uno statista per sistemare le sue tv e i suoi processi? Ma non era cambiato? In realtà, in questi 15 anni, tutto è cambiato tranne lui. Lui non ha mai fatto mistero di quel che è. Fin da quando, alla vigilia dell’ingresso in politica, confidò a Montanelli e Biagi: «Se non entro in politica, finisco in galera». Infatti da 15 anni, che governi lui o gli «altri», il Parlamento è mobilitato per salvarlo dai processi. Miracolo. Il 1994 si apre con la «discesa in campo per un nuovo miracolo italiano». Quale miracolo, lo si capisce poche settimane dopo. Quando, al termine di un anno di indagini, la Procura di Milano chiede l’arresto di Paolo Berlusconi per le tangenti al fondo pensioni Cariplo in cambio dell’acquisto di immobili Edilnord invenduti, e di Marcello Dell’Utri per i fondi neri di Publitalia. Una fuga di notizie del Tg5 salva Dell’Utri dalle manette, mentre Paolo finisce dentro e confessa. Il Cavaliere, che sui giudici dice il contrario di ciò che pensa per non urtare gli elettori, tutti schierati col pool Mani Pulite, vince le elezioni e forma il suo primo governo. Tenta, invano, di avere come ministri i due uomini simbolo del Pool, Di Pietro e Davigo, rispettivamente all’Interno e alla Giustizia. Scalfaro gli impedisce di nominare Guardasigilli Cesare Previti, che slitta alla Difesa. In via Arenula arriva Alfredo Biondi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76505

La guerra dei 15 anni

Archiviato in: Uncategorized — hotmaui @ 6:25 pm

Stupisce lo stupore. Ma come: Berlusconi rinuncia a diventare uno statista per sistemare le sue tv e i suoi processi? Ma non era cambiato? In realtà, in questi 15 anni, tutto è cambiato tranne lui. Lui non ha mai fatto mistero di quel che è. Fin da quando, alla vigilia dell’ingresso in politica, confidò a Montanelli e Biagi: «Se non entro in politica, finisco in galera». Infatti da 15 anni, che governi lui o gli «altri», il Parlamento è mobilitato per salvarlo dai processi. Miracolo. Il 1994 si apre con la «discesa in campo per un nuovo miracolo italiano». Quale miracolo, lo si capisce poche settimane dopo. Quando, al termine di un anno di indagini, la Procura di Milano chiede l’arresto di Paolo Berlusconi per le tangenti al fondo pensioni Cariplo in cambio dell’acquisto di immobili Edilnord invenduti, e di Marcello Dell’Utri per i fondi neri di Publitalia. Una fuga di notizie del Tg5 salva Dell’Utri dalle manette, mentre Paolo finisce dentro e confessa. Il Cavaliere, che sui giudici dice il contrario di ciò che pensa per non urtare gli elettori, tutti schierati col pool Mani Pulite, vince le elezioni e forma il suo primo governo. Tenta, invano, di avere come ministri i due uomini simbolo del Pool, Di Pietro e Davigo, rispettivamente all’Interno e alla Giustizia. Scalfaro gli impedisce di nominare Guardasigilli Cesare Previti, che slitta alla Difesa. In via Arenula arriva Alfredo Biondi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76505

Mancino a Napolitano: «Nessun parere sulla salva premier»

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , — hotmaui @ 5:59 pm

MancinoNicola Mancino, incontrando il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, è stato chiaro: non c’è alcun parere «a tutt’oggi elaborato e approvato dalla Commissione competente», né esiste una «bozza di parere concordata tra i due correlatori designati». Ma lunedì la ‘bozza della discordia’ arriverà sul tavolo della sesta commissione del Consiglio, e già a palazzo dei Marescialli si prefigura un’accesa discussione. Uno dei due relatori, Fabio Roia (Unicost), non vede nessuna «discrasia» fra quanto trapelato sabato e quanto emerso ora, ma non arretra: «Nella bozza che sarà presentata domani si fa cenno» all’incostituzionalità di alcune norme contenute nel decreto sicurezza, «poi in commissione si discuterà sul testo, che può essere modificato. Il termine bozza significa che è un testo in divenire». Ma il consigliere laico di centrodestra, Michele Saponara, offre una lettura diversa: quanto emerso oggi dal colloquio fra Napolitano e Mancino rappresenta «un segnale distensivo» e «può darsi che il parere della commissione non venga messo all’ordine del giorno del plenum». Una decisione, quest’ultima, che spetta al Presidente della Repubblica.

Segnali distensivi, dunque, sono arrivati per i laici del centrodestra dal faccia a faccia fra presidente e vicepresidente del Csm. Secondo Saponara, infatti, quella di sabato altro non era che una «’bozzissima’ di parere che non era stata sottoposta al parere della commissione, insomma era fondata sul niente».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76517

Lodo Alfano: Di Pietro, «subito referendum»

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , — hotmaui @ 5:58 pm

Sarà perché Di Pietro è un ex magistrato, sarà perché il suo partito ha fatto della giustizia un cavallo di battaglia, ma l’ex eroe di tangentopoli proprio non ci sta. Antonio Di Pietro rispedisce al mittente il lodo Schifani bis ed il lodo Alfano che garantisce l’immunità a Silvio Berlusconi.. «Appena sarà promulgato la parola passerà ai cittadini. Noi dell’Idv riproporremo un referendum perché vogliamo che i cittadini ci dicano se è giusto che chi governa non sia processato se è sospettato di aver corretto i testimoni in un’aula di giustizia» Da Napoli Di Pietro torna sulla decreto legge appena approcato dal Cdm. «Contesto il merito e il metodo» del cosiddetto lodo Alfano. «Si tratta in sostanza di non far processare Berlusconi quando il processo è già arrivato alla fine è assurdo che si fermi un processo che riguardi il presidente del Consiglio che era già iniziato prima che diventasse premier e che lo si faccia soltanto perché fa il presidente del Consiglio». «In un Paese normale l’interesse dei cittadini è avere un Presidente del Consiglio innocente, non uno che non si può giudicare – ha aggiunto il leader Idv -. Un reato come la corruzione in atti giudiziari è da considerare grave, anzi gravissimo – sottolinea Di Pietro – se, quindi, deve valere la regola per cui alcuni processi devono essere sospesi per fare i processi per i reati a più gravi allarmi sociali, è di allarme l’idea che ci possa essere un premier che corrompe i testi».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76663

Hello world!

Archiviato in: Uncategorized — hotmaui @ 4:09 pm

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