Hotmaui’s Weblog

Maggio 7, 2009

Pistorius in ospedale dopo incidente in barca, non è grave

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Lo sprinter, che corre grazie alle protesi in fibra di carbonio applicate dalle ginocchia in giù, è stato immediatamente trasportato in ospedale dove oggi è stato sottoposto a intervento chirurgico.

I medici hanno voluto sottolineare che non ha subito alcun danno di lungo termine.

Il suo manager, Peet van Zyl, ha riferito che l’atleta non ha riportato infortuni a costole, gambe o braccia.

Soprannominato ‘Blade Runner’ per la forma delle protesi, l’atleta aveva cominciato a competere nelle gare normali nel 2007, ma nel gennaio 2008 la Federazioneinternazionale di atletica gli proibì di continuare affermando che proprio le lame di lega speciale lo avvantaggiano rispetto agli altri atleti.

Fonte:
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=107796

Settembre 17, 2008

Il nodo Bolivia

Archiviato in: design news — Tag:, — hotmaui @ 8:53 pm

Difficile risolvere i nuovi problemi quando i vecchi problemi sono ancora lì. Oggi a Santiago del Cile i presidenti dei paesi latino americani si incontrano per affrontare la crisi che fa tremare Evo Morales. Proposta di Chavez; convocazione urgente di Michelle Bachelet. Tutti d´accordo nel difendere l´integrità della Bolivia con imbarazzo per lo show di Chavez: insulti e parolacce contro gli Stati Uniti i quali hanno delegato Brasile e Cile a far da pompieri. Diplomaticamente troppo lontani, ormai, dall´ex giardino di casa. Se Europa e America difendono la Georgia dalle autonomie organizzate da Mosca, automaticamente si mettono contro alle autonomie delle province petrolifere e prospere che aprono la crisi di La Paz. Tropici lontani che gas e petrolio riuniscono nello stesso teorema. Il timore è che le violenze accendano altre violenze e nuove reazioni. Tentazione proclamata dall´opposizione a Maracaibo e in ogni città con petrolio del Venezuela. Il 28 settembre il presidente dell´Ecuador, Correa, affronta il referendum che cambia la costituzione. E Quayaquil, capitale degli affari e dell´elaborazione politica, metropoli prospera da sempre in competizione con la capitale burocratica, Quito, annuncia che si opporrà al referendum. Nel caso il «no» dovesse localmente prevalere, Quayquill si considererà regione autonoma. Il presidente Correa va a Santiago per prevenire i guai.Anche chi cerca di spegnere il fuoco ha strategie diverse.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78998

Luglio 20, 2008

Un lungo giorno di morte

Archiviato in: design news — Tag:, — hotmaui @ 5:10 pm

Disse di essere stata morsa da un cane, però quel cane non si trovava da nessuna parte. Era un taglio profondo e così lo medicammo per bene e, siccome aveva dieci anni, si mise a urlare e a piangere.Più tardi, mentre sedevo sul muretto, gli occhi fissi sulla folla accalcata davanti al campo profughi, mia moglie Carol mi chiese di scendere dalla postazione della mitragliatrice. Disse che a Ellen era venuta la febbre, che non riusciva praticamente a tenere gli occhi aperti e che la ferita le faceva male.Carol disse che a toccarle la fronte quasi ti ustionavi la mano. Aveva ragione. Disfai la medicazione: la ferita era nera. Non assomigliava a un morso di cane. Non che lo fosse mai stata, ma avrei preferito che lo fosse, nonostante non fossimo stati in grado di trovare un solo cane nel campo. Li avevano già mangiati tutti. L’ultimo, con ogni probabilità, lo avevo ammazzato io. Adoravo I cani. Ma la mia famiglia aveva fame.A ogni buon conto, al morso del cane non credevo proprio e ora la ferita era davvero brutta. La sua vera causa la conoscevo e quella semplice idea mi fece star male. Gliela medicai di nuovo, diedi alla ragazzina degli antibiotici che avevamo in casa, la fasciai e uscii. Non dissi a Carol ciò che già pensava.Presi il fucile e mi misi in caccia. Era un campo di notevoli dimensioni, circondato da un alto muro nel quale, peraltro, qualcuno doveva essere riuscito ad aprire una breccia. Raggiunsi il giardino alberato e fiorito in cui alla nostra bambina piaceva giocare.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277372

Giugno 29, 2008

Morti bianchi, vittima un operaio in un cantiere Enel a Civitavecchia

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A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un’altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo. Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l’ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all’Organismo di vigilanza per la sicurezza. I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell’incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero – proseguono i sindacati – prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un’assemblea sindacale». L’Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76569

Contro la Costituzione

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Bene hanno fatto il capo dello Stato e il vice presidente del Csm a precisare che al momento non esiste alcun parere dell’organo di autogoverno della magistratura sulla costituzionalità delle norme blocca-processo. La forma ha una sua rilevanza, ma non può alterare la sostanza; e sul piano della sostanza non vi è dubbio che l’aggiunta al decreto sulla sicurezza di una norma blocca-processi presenta profili di incostituzionalità, solleva interrogativi sul ruolo dei presidenti delle Camere, e appare politicamente dirompente.In primo luogo applicandosi solo ai procedimenti prima del 2002, il blocco contrasta con il principio di eguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione discriminando tra ipotesi di reato identiche sulla base della mera data di avvio del relativo procedimento penale. Irragionevole appare in ogni caso il riferimento temporale adottato. Non solo meglio sarebbe stato sospendere quei processi ove la eventuale condanna sarebbe comunque coperta dal recente indulto, ma più logico sarebbe stato semmai accelerare anziché bloccare i processi più datati e quindi più a rischio di prescrizione, ritardando piuttosto i più recenti per i quali la prescrizione è più lontana. Né si dica che, essendo sospesa la prescrizione, la situazione dei processi bloccati non muterebbe. Alla loro ripresa, infatti, molti collegi giudicanti potrebbero dover essere ricostituiti per intervenuti trasferimenti o pensionamenti, con il conseguente ripartire da zero del processo e un altrettanto conseguente garanzia di impunità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76548

Rogo in capannone per rifiuti, muore operaio rumeno

Archiviato in: design news — Tag:, , , , , , — hotmaui @ 9:48 pm

Una grande fumata nera e densa visibile anche da lontano, dalle spiagge, così a Scarlino in Maremma, si è diffusa in un battibaleno la notizia dell’ennesimo incidente mortale in una fabbrica. Un incendio in una ditta di smaltimento di rifiuti speciali nel quale ha perso la vita un operaio rumeno di 47 anni. Il rogo si è sviluppato nel primo pomeriggio all’interno dell’Agrideco, azienda privata di raccolta e smaltimento di rifiuti speciali. E oltre all’operaio rumeno morto, un altro lavoratore, un operaio di Livorno, è rimasto gravemente ustionato ed è stato ricoverato in condizioni gravissime al Santa Chiara di Pisa. E altri due dipendenti dell’ Agrideco si sono fatti medicare per sintomi da intossicazione all’ospedale di Follonica. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni operai stavano lavorando dentro un capannone dell’azienda quando all’improvviso è divampato il fuoco, alimentato da plastiche e pneumatici presenti tra i rifiuti, che ha innescato l’esplosione delle bombolette spray vuote presenti anch’esse nell’immondizia. Per precauzione i cittadini di Scarlino sono stati invitati a stare in casa e a tenere chiuse le finestre e a limitare allo stretto indispensabile le uscite in strada dalla protezione civile che ha dato l’allarme per il rischio di tossicità dei fumi sprigionatisi nell’incendio. Ma poi, dopo le rilevazioni dell’aria fatte dai tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpat) di Firenze e Grosseto, l’allarme in serata è rientrato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76643

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