Hotmaui’s Weblog

Febbraio 22, 2009

Dario, un democristiano al timone per l’ultimo viaggio

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Un esercito dimezzato si è presentato all’ultima spiaggia del Pd e ha scelto Dario Franceschini come capitano della nave al suo ultimo viaggio. I grandi numeri di Veltroni sono stati messi in soffitta e poche centinaia di delegati si sono aggrappati al primo democristiano che dirigerà un partito di sinistra. L’impresa di Franceschini appare disperata. Attorno a lui si è stretta la vecchia nomenklatura dei Ds e della Margherita. Veltroni è stato repentinamente accantonato. Hanno fatto a lui il trattamento-Prodi: elogiato e messo da parte.
Franceschini ha una «mission impossible» davanti a sé. Deve dimostrare che può far risalire il partito da quel misero 23% che gli accreditano i sondaggi. Deve convincere tutti del contrario di tutto. Mi spiego. Deve convincere i veltroniani che è un prosecutore del loro capo, ma deve al tempo stesso prenderne le distanze. Deve rassicurare i dalemiani che il campo si è riaperto e che non saranno risospinti alla periferia del partito. Deve galvanizzare gli ex popolari che con un gruzzolo di voti si trovano a controllare il più forte partito di opposizione. Deve sminare il terreno dalle trappole di Arturo Parisi.
Il discorso di investitura di Franceschini è stato straordinariamente democristiano. Si è liberato di Veltroni parlando di «errori» della stagione precedente, ma dichiarandosi correo. Ha esaltato il partito a vocazione maggioritaria, ma ha parlato di nuove alleanze con l’Udc e quel che resta della sinistra.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330649

Marco Carta vince il Festival, e Bonolis risuscita Sanremo

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Sanremo – È successo veramente: la gara delle canzonette si è fusa con il reality della musica. Marco Carta, l’ex allievo della scuola di Canale 5, è stato premiato da colei che l’ha scoperto e lanciato: Maria De Filippi. Neppure le menti più fervide fino a qualche giorno fa si sarebbero immaginate uno scenario simile. Da oggi si sprecheranno i commenti sugli intrugli e le pastette RaiSet. Lei, la regina Mediaset arrivata per la prima volta su Raiuno, proprio nella sera in cui trionfa un suo pupillo. Però, forse, la questione è più semplice. Una volta accettato in gara Marco Carta, per lui la strada verso la vittoria era più semplice perché a pigiare vorticosamente sui telefonini sono i ragazzi, la sterminata platea di Amici. E il miracolo che ha fatto Paolo Bonolis in questo Festival è stato soprattutto di riportare i giovani sul primo canale.

Infatti, se Marco Carta si porta a casa un altro trionfo, il vero vincitore di questo Festival è solo uno: Bonolis. Ora la medaglia sberluccicante di salvatore della patria, di guaritore di tutti i mali di Sanremo, di re dell’Ariston, non gliela toglie più nessuno. Mamma mia, ogni volta che si parlerà di lui, si sprecheranno i sinonimi. Però, bisogna dargliene atto: Bonolis è riuscito nel compito in cui nessuno credeva più, riportare l’attenzione sul Festival, ridargli il lustro di un tempo. E ieri la finale ha chiuso una settimana ottima, con poche sbavature, incoronando il vincitore ma soprattutto riconquistando il pubblico che si era perso negli anni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330702

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