Difficile risolvere i nuovi problemi quando i vecchi problemi sono ancora lì. Oggi a Santiago del Cile i presidenti dei paesi latino americani si incontrano per affrontare la crisi che fa tremare Evo Morales. Proposta di Chavez; convocazione urgente di Michelle Bachelet. Tutti d´accordo nel difendere l´integrità della Bolivia con imbarazzo per lo show di Chavez: insulti e parolacce contro gli Stati Uniti i quali hanno delegato Brasile e Cile a far da pompieri. Diplomaticamente troppo lontani, ormai, dall´ex giardino di casa. Se Europa e America difendono la Georgia dalle autonomie organizzate da Mosca, automaticamente si mettono contro alle autonomie delle province petrolifere e prospere che aprono la crisi di La Paz. Tropici lontani che gas e petrolio riuniscono nello stesso teorema. Il timore è che le violenze accendano altre violenze e nuove reazioni. Tentazione proclamata dall´opposizione a Maracaibo e in ogni città con petrolio del Venezuela. Il 28 settembre il presidente dell´Ecuador, Correa, affronta il referendum che cambia la costituzione. E Quayaquil, capitale degli affari e dell´elaborazione politica, metropoli prospera da sempre in competizione con la capitale burocratica, Quito, annuncia che si opporrà al referendum. Nel caso il «no» dovesse localmente prevalere, Quayquill si considererà regione autonoma. Il presidente Correa va a Santiago per prevenire i guai.Anche chi cerca di spegnere il fuoco ha strategie diverse.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78998