Hotmaui’s Weblog

Giugno 30, 2008

L’Unità: Nobel per la pace a Ingrid Betancourt

Archiviato in: some news — Tag:, , , , , , — hotmaui @ 12:08 pm

Da sei anni e chissà quanti giorni alle 5 di ogni mattina la madre di Ingrid Betancourt parla per mezz’ora alla figlia attraverso una radio diversa da ogni altra: accoglie le voci di padri, mogli e dei prigionieri delle Farc. Raccontano piccole cose della vita normale. Gli amici che salutano. Come va la scuola. Notizie tristi quando non è possibile tacere, ma Ingrid non ha saputo dalla madre che il padre era morto poco dopo il sequestro. Yolanda Pulecio de Betancourt aveva supplicato le Farc di liberarla per il funerale. Silenzio. Qualche capo Farc deve averla informata chissà come, chissà quando. Sono quattro giorni che Yolanda Pulecio de Betancourt racconta alla figlia la novità. «Un giornale italiano ti ha proposto per il Nobel. All’appello dell’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci, rispondono migliaia di persone. Non solo dall’Italia: Spagna, Europa perfino dall’Amazzonia. Forse la tua vita sta cambiando… ». Per una giusta causa è nato un comitato promotore bipartisan alla Camera dei Deputati. Primo firmatario Fabio Evangelisti, Italia dei valori: «È il primo mattone e un progetto ambizioso, su cui vogliamo coinvolgere la politica, l’associazionismo e i cittadini». Molte decine le firme raccolte tra i parlamentari, in testa Pd e Idv, seguiti dai colleghi del Pdl, Udc e Lega. Intanto la regione Toscana sta per annunciare un comitato di premi Nobel per concretizzare la proposta dell’Unità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76535

Immunità: la vittoria della Casta

Archiviato in: some news — Tag:, , — hotmaui @ 12:07 pm

I tre provvedimenti del governo sulla giustizia finiscono di raderla al suolo. Come sempre, per giustificarne l’approvazione si è chiamata in aiuto l’esperienza degli altri paesi senza la minima informazione per chi l’ha fatto e senza entrare nel merito, con il necessario puntiglio, da parte dei contraddittori che preferiscono i comizi ad una informazione precisa, tanto più necessaria dal momento che i cittadini sono assuefatti alla tv che, tranne lodevoli eccezioni, disinforma. Bene ha fatto l’Unità a ricordare sinteticamente cosa accade negli altri paesi europei e negli Stati Uniti riguardo alle alte cariche dello Stato. Questo giornale aveva pubblicato il libro ‘La legge dell’impunità’, sul Lodo Schifani, nel quale ripercorrevo le vicende italiane dallo Statuto Albertino ed europee sulle prerogative dei parlamentari e dei governanti. Ora desidero aggiungere che anche nei Paesi Bassi, in Belgio, Lussenburgo, Svezia, Finlandia, Danimarca e Portogallo, non esiste ombra di immunità né per il capo del governo né per i ministri. Non solo, in nessun paese civile e democratico, sarebbe pensabile di introdurre leggi di salvaguardia assoluta delle alte cariche dello Stato mentre si svolge un processo per reati gravi come può essere quello per corruzione in atti giudiziari. La proposta del governo, come hanno spiegato noti costituzionalisti, è palesemente incostituzionale perché stravolge il principio cardine dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge( articoli 3 e 24) e, se proprio si volesse approvarla, bisognerebbe passare per le strettoie della legge costituzionale, con doppia lettura parlamentare e referendum nel caso mancasse la maggioranza dei due terzi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76717

Giugno 29, 2008

Morti bianchi, vittima un operaio in un cantiere Enel a Civitavecchia

Archiviato in: design news — Tag:, , , , , , , — hotmaui @ 9:51 pm

A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un’altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo. Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l’ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all’Organismo di vigilanza per la sicurezza. I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell’incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero – proseguono i sindacati – prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un’assemblea sindacale». L’Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76569

Contro la Costituzione

Archiviato in: design news — Tag: — hotmaui @ 9:49 pm

Bene hanno fatto il capo dello Stato e il vice presidente del Csm a precisare che al momento non esiste alcun parere dell’organo di autogoverno della magistratura sulla costituzionalità delle norme blocca-processo. La forma ha una sua rilevanza, ma non può alterare la sostanza; e sul piano della sostanza non vi è dubbio che l’aggiunta al decreto sulla sicurezza di una norma blocca-processi presenta profili di incostituzionalità, solleva interrogativi sul ruolo dei presidenti delle Camere, e appare politicamente dirompente.In primo luogo applicandosi solo ai procedimenti prima del 2002, il blocco contrasta con il principio di eguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione discriminando tra ipotesi di reato identiche sulla base della mera data di avvio del relativo procedimento penale. Irragionevole appare in ogni caso il riferimento temporale adottato. Non solo meglio sarebbe stato sospendere quei processi ove la eventuale condanna sarebbe comunque coperta dal recente indulto, ma più logico sarebbe stato semmai accelerare anziché bloccare i processi più datati e quindi più a rischio di prescrizione, ritardando piuttosto i più recenti per i quali la prescrizione è più lontana. Né si dica che, essendo sospesa la prescrizione, la situazione dei processi bloccati non muterebbe. Alla loro ripresa, infatti, molti collegi giudicanti potrebbero dover essere ricostituiti per intervenuti trasferimenti o pensionamenti, con il conseguente ripartire da zero del processo e un altrettanto conseguente garanzia di impunità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76548

Rogo in capannone per rifiuti, muore operaio rumeno

Archiviato in: design news — Tag:, , , , , , — hotmaui @ 9:48 pm

Una grande fumata nera e densa visibile anche da lontano, dalle spiagge, così a Scarlino in Maremma, si è diffusa in un battibaleno la notizia dell’ennesimo incidente mortale in una fabbrica. Un incendio in una ditta di smaltimento di rifiuti speciali nel quale ha perso la vita un operaio rumeno di 47 anni. Il rogo si è sviluppato nel primo pomeriggio all’interno dell’Agrideco, azienda privata di raccolta e smaltimento di rifiuti speciali. E oltre all’operaio rumeno morto, un altro lavoratore, un operaio di Livorno, è rimasto gravemente ustionato ed è stato ricoverato in condizioni gravissime al Santa Chiara di Pisa. E altri due dipendenti dell’ Agrideco si sono fatti medicare per sintomi da intossicazione all’ospedale di Follonica. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni operai stavano lavorando dentro un capannone dell’azienda quando all’improvviso è divampato il fuoco, alimentato da plastiche e pneumatici presenti tra i rifiuti, che ha innescato l’esplosione delle bombolette spray vuote presenti anch’esse nell’immondizia. Per precauzione i cittadini di Scarlino sono stati invitati a stare in casa e a tenere chiuse le finestre e a limitare allo stretto indispensabile le uscite in strada dalla protezione civile che ha dato l’allarme per il rischio di tossicità dei fumi sprigionatisi nell’incendio. Ma poi, dopo le rilevazioni dell’aria fatte dai tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpat) di Firenze e Grosseto, l’allarme in serata è rientrato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76643

Giugno 28, 2008

Girotondo l’8 luglio contro le ‘leggi canaglia’

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , , — hotmaui @ 7:24 pm

Col ritorno di Berlusconi al governo, ritornano anche i girotondi. E con gli stessi protagonisti di allora, la società civile. Tre “cittadini”,Furio Colombo (Pd), Pancho Pardi (Idv) e Paolo Flores D’Arcais, lanciano a Montecitorio un appello a scendere in piazza contro le «leggi canaglia» con cui «Berlusconi vuole distruggere il principio di uguaglianza davanti alla legge». L’appuntamento è a piazza del Pantheon per l’8 luglio. Colombo spiega che in qualsiasi altro Paese al mondo sia prevista l’immunità per il premier: «Vale solo per monarchi e Presidenti della Repubblica, ma non negli Usa» e poi mette in guardia: «I poteri in democrazia sono tre, se uno viene meno non è più democrazia. Usiamo un’altra parola, ma non è più democrazia se uno dei tre poteri viene assalito, insultato, discriminato e messo in un angolo». Secondo D’Arcais così «Berlusconi vuole distruggere il principio fondamentale della convivenza civile per cui la legge è uguale per tutti e anche il libero giornalismo. Abbiamo deciso di muoverci subito con una manifestazione autorganizzata, di fronte alla mancanza di iniziative tempestive del maggior partito dell’opposizione». Se D’Arcais, che dice di non sapere se alla manifestazione parteciperà anche Beppe Grillo, punta il dito contro «la mancanza di iniziativa del maggior partito d’opposizione». «Lo faremo noi – ha aggiunto Flores D’Arcais – perché il maggiore partito dell’opposizione non sembra dare risposte tempestive».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76616

Margherita Hack: «Sì al Nobel, Ingrid difende pace e libertà»

Archiviato in: Uncategorized — hotmaui @ 7:22 pm

«Non c’è da stupirsi che fatta eccezione, meritoria, de l’Unità, l’interesse dei grandi mezzi di informazione nei confronti della tragedia di Ingrid Betancourt sia pressoché zero. Il fatto è che in un Paese che sta imbarbarendosi e che affida le sue sorti ad un abile quanto cinico «venditore di tappeti», una donna che lotta fino allo stremo per nobili ideali a cui è disposta a sacrificare la sua stessa esistenza, una donna come Ingrid Betancourt è davvero fuori posto. Una ragione in più per sostenere la lodevole iniziativa de l’Unità: il Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt». A parlare è Margherita Hack, tra le massime autorità scientifiche a livello internazionale nel campo dell’astrofisica. Professoressa Hack, che significato potrebbe assumere il Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt? «Sarebbe il dovuto riconoscimento ad una persona che sta sacrificando la propria vita per la libertà di pensiero. Libertà vuol dire anche pace. E anche il fatto che a Firenze le daranno il premio Galileo… Galileo è stato un uomo, uno scienziato che è stato costretto ad abiurare ad una realtà scientifica, ed è stato un esempio di cosa significhi violare la libertà di pensiero. Il ‘premio Galileo’ alla Betancourt è un riconoscimento della sua vita sacrificata in nome della libertà di pensiero. Ed è anche per questo che meriterebbe senz’altro il Nobel per la Pace, perché che pace ci può mai essere se non si riconoscono i diritti di libertà dei cittadini?».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76507

La guerra dei 15 anni

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , — hotmaui @ 6:27 pm

Stupisce lo stupore. Ma come: Berlusconi rinuncia a diventare uno statista per sistemare le sue tv e i suoi processi? Ma non era cambiato? In realtà, in questi 15 anni, tutto è cambiato tranne lui. Lui non ha mai fatto mistero di quel che è. Fin da quando, alla vigilia dell’ingresso in politica, confidò a Montanelli e Biagi: «Se non entro in politica, finisco in galera». Infatti da 15 anni, che governi lui o gli «altri», il Parlamento è mobilitato per salvarlo dai processi. Miracolo. Il 1994 si apre con la «discesa in campo per un nuovo miracolo italiano». Quale miracolo, lo si capisce poche settimane dopo. Quando, al termine di un anno di indagini, la Procura di Milano chiede l’arresto di Paolo Berlusconi per le tangenti al fondo pensioni Cariplo in cambio dell’acquisto di immobili Edilnord invenduti, e di Marcello Dell’Utri per i fondi neri di Publitalia. Una fuga di notizie del Tg5 salva Dell’Utri dalle manette, mentre Paolo finisce dentro e confessa. Il Cavaliere, che sui giudici dice il contrario di ciò che pensa per non urtare gli elettori, tutti schierati col pool Mani Pulite, vince le elezioni e forma il suo primo governo. Tenta, invano, di avere come ministri i due uomini simbolo del Pool, Di Pietro e Davigo, rispettivamente all’Interno e alla Giustizia. Scalfaro gli impedisce di nominare Guardasigilli Cesare Previti, che slitta alla Difesa. In via Arenula arriva Alfredo Biondi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76505

La guerra dei 15 anni

Archiviato in: Uncategorized — hotmaui @ 6:25 pm

Stupisce lo stupore. Ma come: Berlusconi rinuncia a diventare uno statista per sistemare le sue tv e i suoi processi? Ma non era cambiato? In realtà, in questi 15 anni, tutto è cambiato tranne lui. Lui non ha mai fatto mistero di quel che è. Fin da quando, alla vigilia dell’ingresso in politica, confidò a Montanelli e Biagi: «Se non entro in politica, finisco in galera». Infatti da 15 anni, che governi lui o gli «altri», il Parlamento è mobilitato per salvarlo dai processi. Miracolo. Il 1994 si apre con la «discesa in campo per un nuovo miracolo italiano». Quale miracolo, lo si capisce poche settimane dopo. Quando, al termine di un anno di indagini, la Procura di Milano chiede l’arresto di Paolo Berlusconi per le tangenti al fondo pensioni Cariplo in cambio dell’acquisto di immobili Edilnord invenduti, e di Marcello Dell’Utri per i fondi neri di Publitalia. Una fuga di notizie del Tg5 salva Dell’Utri dalle manette, mentre Paolo finisce dentro e confessa. Il Cavaliere, che sui giudici dice il contrario di ciò che pensa per non urtare gli elettori, tutti schierati col pool Mani Pulite, vince le elezioni e forma il suo primo governo. Tenta, invano, di avere come ministri i due uomini simbolo del Pool, Di Pietro e Davigo, rispettivamente all’Interno e alla Giustizia. Scalfaro gli impedisce di nominare Guardasigilli Cesare Previti, che slitta alla Difesa. In via Arenula arriva Alfredo Biondi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76505

Mancino a Napolitano: «Nessun parere sulla salva premier»

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , — hotmaui @ 5:59 pm

MancinoNicola Mancino, incontrando il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, è stato chiaro: non c’è alcun parere «a tutt’oggi elaborato e approvato dalla Commissione competente», né esiste una «bozza di parere concordata tra i due correlatori designati». Ma lunedì la ‘bozza della discordia’ arriverà sul tavolo della sesta commissione del Consiglio, e già a palazzo dei Marescialli si prefigura un’accesa discussione. Uno dei due relatori, Fabio Roia (Unicost), non vede nessuna «discrasia» fra quanto trapelato sabato e quanto emerso ora, ma non arretra: «Nella bozza che sarà presentata domani si fa cenno» all’incostituzionalità di alcune norme contenute nel decreto sicurezza, «poi in commissione si discuterà sul testo, che può essere modificato. Il termine bozza significa che è un testo in divenire». Ma il consigliere laico di centrodestra, Michele Saponara, offre una lettura diversa: quanto emerso oggi dal colloquio fra Napolitano e Mancino rappresenta «un segnale distensivo» e «può darsi che il parere della commissione non venga messo all’ordine del giorno del plenum». Una decisione, quest’ultima, che spetta al Presidente della Repubblica.

Segnali distensivi, dunque, sono arrivati per i laici del centrodestra dal faccia a faccia fra presidente e vicepresidente del Csm. Secondo Saponara, infatti, quella di sabato altro non era che una «’bozzissima’ di parere che non era stata sottoposta al parere della commissione, insomma era fondata sul niente».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76517

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